(Articolo pubblicato sul n. 4/2010 de "Il corriere ortodontico" )
Nuovo dispositivo ortodontico fisso per il trattamento delle disgnazie di Seconda e Terza Classe
Riassunto
Viene illustrato un nuovo dispositivo ortodontico fisso per il trattamento delle Seconde e Terze Classi e per la distalizzazione dei molari. E’ costituito da un arco ausiliario opportunamente disegnato fissato su un arco base contenente una molla a spirale compressa fra la cannula molare in cui l’arco ausiliario è inserito ed un’ansa di un braccetto di collegamento interarcata a sua volta articolato per mezzo di una seconda ansa presente all'altra estremità del braccetto con un gancio od occhiello posto sulla banda molare dell’arcata antagonista. E' adatto al trattamento ortopedico sia delle seconde che delle terze classi di Angle, nel caso della variante dispositivo montato in 2^ Classe, l’apparecchio funziona favorendo ma non obbligando la mandibola in una posizione avanzata e contemporaneamente la maxilla viene spinta indietro. Se il paziente arretra la mandibola, ciò determina un caricamento della molla ed una spinta maggiore dell’arcata superiore in direzione posteriore. Nel caso della variante dispositivo montato in 3^ Classe l’apparecchio agisce spingendo l’arcata inferiore in direzione posteriore e l’arcata superiore in direzione anteriore. Le forze sviluppate agiscono su una direttrice pressoché parallela al piano occlusale limitando pertanto componenti estrusive indesiderate, il braccetto di connessione interarcata è facilmente rimovibile isolatamente, questo permette di valutare i progressi della terapia, permette la sostituzione rapida ove necessario con braccetti di dimensioni diverse, permette, se necessario, di sospendere l’erogazione delle forze per un determinato periodo, il tutto senza dover smontare il dispositivo completamente. Questo nuovo dispositivo è risultato molto resistente alle sollecitazioni dell'ambiente orale e ha dimostrato di poter risolvere in tempi più brevi casi complessi prescindendo dalla collaborazione del paziente.
Introduzione
L'obiettivo di indurre una specifica relazione tra le arcate dentarie mediata da adeguate forze, esitante in un effetto terapeutico, ampiamente perseguito dagli ortodontisti, viene ottenuto con numerosissimi apparecchi rimovibili, segnatamente per le Seconde Classi, anche con alcuni dispositivi fissi, poiché di fatto le Terze Classi non vengono abitualmente trattate con apparecchiature non rimovibili. Questo nuovo dispositivo fisso è in grado di resistere a lungo alle sollecitazioni alle quali viene continuamente sottoposto, permette l'applicazione di forze modulabili e ammortizzate, produce in tempi rapidi l'effetto terapeutico desiderato.
Materiali e Metodi
Risulta costituito dai seguenti componenti: ( Figura n. 1 e 2)

Illustrazione 1
1) Un gancio od occhiello saldato o comunque integrato in una comune banda ortodontica da cementare a seconda dei casi sui primi o secondi molari di ogni arcata.
2) Un arco ausiliario tale da poter essere inserito nelle cannule di due bande normalmente adibite per la TEO, anch'esse cementate a seconda dei casi sui primi o secondi molari, e reso solidale anteriormente con legature elastiche e/o metalliche all’arco base.

Illustrazione 2
3) Due molle a spirale di diametro e caratteristiche adeguate per poter essere facilmente inserite e scorrere liberamente sull'arco ausiliario.
4) Due braccetti di collegamento interarcata, uno per ogni emiarcata, muniti alle estremità di anse realizzanti una connessione non rigida nel momento in cui vengono accoppiati da una parte al gancio od occhiello della banda ortodontica e dall’altra all’arco ausiliario.
La connessione può essere ottenuta in modo assai semplice facendo ruotare un primo gancio di una estremità del braccetto di collegamento interarcata su un gancio od occhiello di adatte proporzioni integrato su una banda ortodontica, un secondo gancio , posto sull’altra estremità del braccetto viene fatto scorrere nell’arco ausiliario trattenendo una molla a spirale in tensione fra il braccetto medesimo e la cannula della banda entro cui è inserito l'arco ausiliario
5) Sistema di fissazione comunque realizzato dell'arco ausiliario all'arco base. ( nella figura n. 3 è visibile il dispositivo fissato con legature elastiche e metalliche combinate.)

Illustrazione 3
Il dispositivo può essere montato in modalità 2^ Classe se l’arco ausiliario viene inserito sull’arcata superiore (Figura 1) oppure in modalità 3^ Classe se l’arco ausiliario viene inserito sull’arcata inferiore (Figura n. 4)

Illustrazione 4
Nel caso della variante dispositivo montato in 2^ Classe, l’apparecchio funziona favorendo ma non obbligando la mandibola ad una posizione avanzata e contemporaneamente la maxilla viene spinta indietro. Se il paziente arretra la mandibola, ciò determina un caricamento della molla ed una spinta maggiore dell’arcata superiore in direzione posteriore.
Nel caso della variante dispositivo montato in 3^ Classe l’apparecchio funziona spingendo l’arcata inferiore in direzione posteriore e l’arcata superiore in direzione anteriore.
Al fine di aumentare il livello di sicurezza una o ambedue le anse del braccetto di connessione possono essere arricchite con uno stop meccanico in grado di ritenere un anellino elastico in modo da evitare eventuali distacchi accidentali con conseguente pericolo di ingestione del componente del dispositivo. (Figura n. 5)

Illustrazione 5
Risultati (Casi clinici)
Caso clinico n. 1
Paziente: C.P.
Le immagini 6, 7, 8 e 9 illustrano la situazione prima del trattamento. Il paziente rifiuta di riaprire gli spazi esitati dalla pregressa estrazione dei primi molari superiori e successiva sostituzione degli elementi mancanti con impianti. Il trattamento viene iniziato utilizzando la maschera di Delaire ed elastici di terza classe senza produrre effetti apprezzabili. Si decide di intervenire con il nuovo dispositivo ortodontico che in pochi mesi determina la chiusura degli spazi e la mesializzazione dell’intera arcata superiore.

Illustrazione 6

Illustrazione 7

Illustrazione 8

Illustrazione 9: OPT iniziale

Illustrazione 10: OPT ad avvenuta rimozione del nuovo dispositivo
Le immagini 10 11 e 12 sono relative ad una fase avanzata del trattamento.

Illustrazione 11: l'ottenuta Ipercorrezione dei rapporti

Illustrazione 12
Caso clinico n. 2
Paziente: P. I.
La paziente presenta un severo deficit sia trasversale che antero posteriore con stenosi delle vie aeree superiori. Dopo ERP viene applicato il nuovo dispositivo ortodontico per correggere la discrepanza sagittale
Le immagini 13, 14, 15 e 16 illustrano il caso sotto il profilo cefalometrico prima del trattamento e durante la fase attiva col dispositivo posizionato in bocca. In figura 17 è visibile il Corti-Fix 3^ Cl. poco prima di essere rimosso.

Illustrazione 13

Illustrazione 14

Illustrazione 15

Illustrazione 16

Illustrazione 17
Caso clinico n. 3
Paziente: L. M.
Si tratta di una 3 ^ Classe importante
L'immagine 18 mostra i rapporti dentali prima del trattamento, la 19 lo studio delle forze da applicare, la 20 il caso in una fase più avanzata di trattamento.

Illustrazione 18

Illustrazione 19

Illustrazione 20
Caso clinico n. 4
Paziente: D. M. S.
La paziente di 10 anni di età presenta una Seconda classe scheletrica e dentale ( indice wits = 8,8 mm- Na Pg = 190.5° SND = 71,3°)
Viene applicato il nuovo dispositivo per un mese, sospeso per il mese successivo durante le feste natalizie e successivamente applicato ininterrottamente per due mesi.

Illustrazione 21: Overbite e overjet iniziali

Illustrazione22: Tracciato cefalometrico iniziale

Illustrazione 23: Analisi cefalometrica dopo quattro mesi di trattamento, I valori cefalometrici sono rientrati nella norma (wits = 2.6 - N A Pg = 188.3 – SND = 73.3)

Illustrazione 24: La sovrapposizione dei tracciati evidenzia le modificazioni indotte

Illustrazione 25: L'intercuspidazione al momento della rimozione del dispositivo

Illustrazione 26: Corretti rapporti condilo-craniali
Caso clinico n. 5
Paziente: R. E.
Altro caso con importante Seconda Classe

Illustrazione 27: Situazione iniziale

Illustrazione 28: Cefalometria iniziale

Illustrazione 29: Cefalometria al termine

Illustrazione 30: Sovrapposizione tracciati

Illustrazione 31: Caso prossimo al termine

Illustrazione 32: Visione laterale

Illustrazione 33: Altra immagine del Corti-Fix sul medesimo paziente a bocca aperta
Discussione
Questo nuovo dispositivo in quanto fisso non richiede alcuna collaborazione da parte del paziente, presenta i seguenti ulteriori vantaggi:
1) Risulta particolarmente robusto, in grado pertanto di resistere a lungo alle sollecitazione alle quali viene continuamente sottoposto, a differenza di altri che per la loro configurazione e struttura tendono molto più facilmente a danneggiarsi creando disagio al paziente, alla sua famiglia ed anche allo stesso medico costretto a dover talvolta intervenire con urgenza.
2) Le forze applicate vengono ammortizzate e sono modulabili.
3) La modalità di applicazione delle forze, determina rapidi e validi risultati.
4) Le forze vengono applicate prevalentemente sui molari che sia per la loro struttura imponente che per il fatto di essere generalmente bandati risultano i più adatti a sopportare sollecitazioni più intense.
5) Il dispositivo è in aggiunta e totalmente indipendente dall’apparecchiatura ortodontica precedentemente montata sottostante.
6) Il braccetto di connessione interarcata è curvato in maniera appropriata per fare in modo che le forze lavorino su una direttrice pressoché coincidente col piano occlusale riducendo al massimo la componete estrusiva.
7) Il braccetto di connessione interarcata è facilmente rimovibile isolatamente. Questo permette di valutare i progressi della terapia, permette la sostituzione rapida ove necessario con braccetti di dimensioni diverse, permette, se necessario, di sospendere l’erogazione delle forze per un determinato periodo, il tutto senza dover smontare il dispositivo completamente.
L'apparecchio limita moderatamente l'escursione verso la massima apertura della bocca senza comunque creare problemi di alcun genere né riferiti dai pazienti nè apprezzati dall'operatore.
L'apparecchio può essere facilmente costruito “artigianalmente” nel proprio studio modellando il connettore come visibile nella figura 2, il gancio della banda può essere costruito piegando posteriormente un gancio ad U inserito nella cannula della banda sul molare (Figura 34), però, per ragioni di sicurezza, per aumentare il confort del paziente ed anche per velocizzare i tempi sarebbe preferibile utilizzare componenti come illustrato in figura 35 approntati da un laboratorio ortodontotecnico.
L’utilizzo dell’apparecchio in modalità 2^ Classe svincolando l’ultimo dente dal resto dell’arcata, non piegando posteriormente l'arco base, può essere utilizzato come distalizzatore del molare superiore e analogamente per l’inferiore se montato nella modalità 3^ Classe.

Illustrazione 34: Banda con gancio per Corti-Fix

Illustrazione 35: Connessione di sicurezza Braccio-banda
Conclusioni
Il dispositivo ortodontico fisso precedentemente descritto (brevettato) denominato “Corti-Fix” è stato applicato clinicamente, con inizio nel 2007, su un totale di trenta pazienti. Si è dimostrato nei casi in cui è stato fino ad ora utilizzato uno strumento estremamente potente capace di poter brillantemente trattare casi complessi in tempi rapidi prescindendo dalla collaborazione del paziente. Risulta ben accetto dai pazienti se confrontato con altri dispositivi tipo la TEO o la maschera di Delaire. Va da se che trattandosi di dispositivo di nuova ideazione saranno necessari molteplici ulteriori studi.
Summary
New orthodontic appliance for treatment of Class 2 and 3 according with Angle, made by an auxiliary arch fixed on a base arch having a coil- spring pressed between the molar tube where the auxiliary arch is put, and an hook of a connector that by another hook is connected with a clasp of the molar band of the antagonist dental arch.
Parole Chiave
Seconde Classi, Terze Classi, Distalizzazione Molare, Apparecchio Ortodontico fisso, ortodonzia, terapia ortodontica.
Keywords Class 2, Class 3, molar distalization, fixed orthodontic appliances
Autore:
Lauro Corti
Viale Gran Sasso, 131
66100 Chieti
email: lauro@laurocorti.it