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Capita a tutti di incontrare sia bambini che adulti che fanno bella mostra della loro "macchinetta dei denti" di conseguenza il termine "ortodonzia" è diventato di uso comune.E' importante sapere che:
Prima classe scheletrica Normocclusione dentale
Seconda Classe Terza Classe
Morso Aperto Morso Profondo
E'universalmente accettato che l'ortodonzia è fondamentalmente diagnosi ortodontica:
Gli strumenti principali della diagnosi ortodontica sono:
L'analisi cefalometrica è insopprimibile per formulare una corretta diagnosi ortodontica:Utilità della cefalometria:
Il paziente prima di affrontare il trattamento ortodontico deve ricevere una serie di informazioni: - OBIETTIVI DEL
TRATTAMENTO ORTODONTICO Obiettivi
del trattamento ortodontico sono: raggiungere un buon allineamento dentale ed un
corretto rapporto tra le arcate nel rispetto dei tessuti molli e
dell’articolazione temporo-mandibolare. Per un
favorevole svolgimento e successo della terapia il paziente deve impegnarsi a: 1.
presentarsi regolarmente agli appuntamenti prestabiliti 2.
mantenere i denti ben puliti 3.
portare gli apparecchi secondo i modi ed i tempi indicati seguendo
attentamente le istruzioni date 4.
comunicare tempestivamente eventuali variazioni nell’assetto
dell’apparecchio (distacco di bande, di attacchi, ecc.) 5.
seguire con scrupolo la fase di contenzione - RISCHI DEL
TRATTAMENTO ORTODONTICO Il
trattamento ortodontico, come qualsiasi atto medico, presenta alcuni rischi che
si possono verificare anche durante una terapia eseguita nel migliore dei modi. ·
L’ingombro per
la presenza dell’apparecchiatura può provocare, specialmente nelle fasi
iniziali della terapia, disagi nella vita di relazione con difficoltà
soprattutto nel mangiare e nel parlare. ·
La pressione sulle guance e sulle
labbra può
determinare, nei primi giorni di applicazione dell’apparecchiatura fastidio più
o meno intenso che scompare dopo la fase di adattamento. ·
Una sensazione dolorosa di
varia entità può presentarsi dopo 2-3 ora e per circa 2-3 giorni dopo ogni
attivazione dell’apparecchiatura ortodontica. ·
Allergie non
note ai materiali utilizzati (resine, nikel, ecc.) possono costringere
all’interruzione del trattamento. ·
Il distacco o la rottura delle
apparecchiature ortodontiche deve essere subito comunicato perché eventuali frammenti
possono essere accidentalmente ingeriti o aspirati o ledere le gengive e le
guance. ·
Carie, infiammazioni gengivali,
decalcificazioni dei denti possono verificarsi se gli alimenti consumati contengono
zucchero in quantità eccessiva e/o non si provvede ad un’accurata e continua
pulizia. Gli apparecchi ortodontici di per sé non provocano carie ai denti, o
infiammazioni gengivali, ma a causa della loro presenza si ha un maggiore
accumulo di placca batterica per cui è fondamentale osservare una scrupolosa
igiene orale. ·
L’accorciamento delle radici dei
denti si può
verificare, in alcuni casi, durante il trattamento ortodontico. Di solito questo
non comporta conseguenza, ma qualche volta può costituire un problema con
perdita di vitalità e notevole riduzione della durata nel tempo del dente o dei
denti interessati di questo accorciamento. ·
La comparsa di dolori o rumori
all’articolazione temporo-madibolare dovranno essere immediatamente comunicati all’ortodontista.
Tali disturbi possono presentarsi durante il trattamento ortodontico come in
qualsiasi altro momento della vita. Il ruolo del contatto fra i denti non è
chiaro non esistendo, al momento, prove scientifiche che ne indichino
l’importanza per l’insorgenza di questa patologia. ·
Disallineamento. I
denti possono presentare una tendenza a muoversi dopo l’allineamento
ortodontico. L’uso scrupoloso dell’apparecchio di contenzione che le verrà
consegnato a fine terapia diminuisce questo rischio. Vi possono essere, però,
altre cause, al di fuori del controllo dell’ortodontista (deglutizione
infantile, respirazione con la bocca, eruzione dei denti del giudizio, crescita
scheletrica, abitudini viziate), che possono provocare cambiamenti anche
profondi. Per queste ragioni la fase di contenzione è importante quanto quella
della terapia attiva e deve durare il più a lungo possibile. ·
L’estrazione dei denti del
giudizio può rendersi
necessaria, anche a distanza dalla fine del trattamento ortodontico, nel caso di
mancanza di spazio per una corretta eruzione in arcata degli stessi. ·
Lesioni dello smalto dei denti possono
raramente verificarsi durante lo smontaggio delle apparecchiature fisse al
termine del trattamento. Non
sottoporsi al trattamento ortodontico potrebbe determinare uno o più dei
seguenti inconvenienti. a)
aggravamento della malocclusione esistente; b)
turbe della masticazione e della digestione; c)
affezioni della mucosa orale (infiammazioni gengivali, periodontiti,
ecc…); d)
compromissione dell’estetica del viso; e)
alterazioni a carico dell’articolazione temporo-mandibolare. f) aumentato rischio di carie Il
trattamento può richiedere un periodo più lungo del previsto. Una crescita
ossea in eccesso o in difetto, una ritardata eruzione dei denti permanenti, una
scarsa igiene orale, il non portare il numero di ore raccomandate gli eventuali
dispositivi consegnati, la rottura degli apparecchi e i mancati appuntamenti
possono prolungare il trattamento e comprometterne il risultato. Si
raccomanda di seguire scrupolosamente le istruzioni date per l’uso delle
apparecchiature ortodontiche in quanto un incauto utilizzo delle stesse può
provocare anche gravi lesioni (viso, occhi, guance ecc…). |
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Aggiornato il: 01 gennaio 2009 |