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Capita a tutti  di incontrare sia bambini che adulti che fanno bella mostra della loro "macchinetta dei denti" di conseguenza  il termine "ortodonzia" è diventato di uso comune.

E' importante sapere che: 

bulletE' assolutamente infondata la convinzione piuttosto diffusa che il trattamento può essere iniziato solamente quando tutti i denti da latte sono stati sostituiti da quelli definitivi, in alcuni  casi un inizio tardivo del trattamento pregiudica il risultato.
bulletIndicativamente il momento migliore per iniziare il trattamento ortodontico può essere individuato nell' inizio dell'eruzione dei primi premolari, i maschietti poichè sviluppano più tardi possono cominciare un anno dopo le femminucce, rispettivamente quindi 10 e 9 anni, per le terze classi (vedi sotto) è necessario anticipare notevolmente. Dovrà comunque sempre decidere il vostro dentista  valutando caso per caso.
bulletBisogna distinguere tra problemi che riguardano soltanto la posizione dei denti e problemi che riguardano fondamentalmente le basi ossee (maxilla e mandibola) sulle quali i denti sono posizionati, nel primo caso l'ortodontista dovrà lavorare fondamentalmente sulla posizione dei denti (in questo caso si può intervenire in qualsiasi età), nel secondo caso dovrà principalmente occuparsi di influire sulla crescita delle basi ossee. In questo secondo caso i migliori risultati si possono ottenere solamente iniziando il trattamento con la necessaria tempestività che il dentista, sulla base di una serie di analisi, sarà in grado di determinare con precisione.
bulletI problemi più importanti e che non possono essere completamente risolti  quando si interviene tardivamente sono quindi quelli che riguardano la disarmonia delle basi ossee:

Prima classe scheletrica        Normocclusione dentale

    

Seconda Classe                     Terza Classe

Morso Aperto                      Morso Profondo

 

E'universalmente accettato che l'ortodonzia è fondamentalmente diagnosi ortodontica:

bulletDiagnosi Accurata = Terapia Razionale
bulletDiagnosi Accurata = Razionale Pronunciamento Prognostico

Gli strumenti principali della  diagnosi ortodontica sono:

bulletEsame clinico
bulletAnalisi dei modelli in gesso
bulletAnalisi radiologica con cefalometria

L'analisi cefalometrica è insopprimibile per formulare una corretta  diagnosi ortodontica:

Utilità della cefalometria:

bulletAnalisi della forma, delle dimensioni e dei reciproci rapporti delle ossa del cranio e della faccia
bulletAnalisi della crescita
bulletAnalisi del trattamento
 

Il paziente prima di affrontare il trattamento ortodontico deve ricevere  una serie di informazioni:

- OBIETTIVI DEL TRATTAMENTO ORTODONTICO

Obiettivi del trattamento ortodontico sono: raggiungere un buon allineamento dentale ed un corretto rapporto tra le arcate nel rispetto dei tessuti molli e dell’articolazione temporo-mandibolare.

Per un favorevole svolgimento e successo della terapia il paziente deve impegnarsi a:

1.      presentarsi regolarmente agli appuntamenti prestabiliti

2.      mantenere i denti ben puliti

3.      portare gli apparecchi secondo i modi ed i tempi indicati seguendo attentamente le istruzioni date

4.      comunicare tempestivamente eventuali variazioni nell’assetto dell’apparecchio (distacco di bande, di attacchi, ecc.)

5.      seguire con scrupolo la fase di contenzione

- RISCHI DEL TRATTAMENTO ORTODONTICO

Il trattamento ortodontico, come qualsiasi atto medico, presenta alcuni rischi che si possono verificare anche durante una terapia eseguita nel migliore dei modi.

·        L’ingombro per la presenza dell’apparecchiatura può provocare, specialmente nelle fasi iniziali della terapia, disagi nella vita di relazione con difficoltà soprattutto nel mangiare e nel parlare.

·        La pressione sulle guance e sulle labbra può determinare, nei primi giorni di applicazione dell’apparecchiatura fastidio più o meno intenso che scompare dopo la fase di adattamento.

·        Una sensazione dolorosa di varia entità può presentarsi dopo 2-3 ora e per circa 2-3 giorni dopo ogni attivazione dell’apparecchiatura ortodontica.

·        Allergie non note ai materiali utilizzati (resine, nikel, ecc.) possono costringere all’interruzione del trattamento.

·        Il distacco o la rottura delle apparecchiature ortodontiche deve essere subito comunicato perché eventuali frammenti possono essere accidentalmente ingeriti o aspirati o ledere le gengive e le guance.

·        Carie, infiammazioni gengivali, decalcificazioni dei denti possono verificarsi se gli alimenti consumati contengono zucchero in quantità eccessiva e/o non si provvede ad un’accurata e continua pulizia. Gli apparecchi ortodontici di per sé non provocano carie ai denti, o infiammazioni gengivali, ma a causa della loro presenza si ha un maggiore accumulo di placca batterica per cui è fondamentale osservare una scrupolosa igiene orale.

·        L’accorciamento delle radici dei denti si può verificare, in alcuni casi, durante il trattamento ortodontico. Di solito questo non comporta conseguenza, ma qualche volta può costituire un problema con perdita di vitalità e notevole riduzione della durata nel tempo del dente o dei denti interessati di questo accorciamento.

·        La comparsa di dolori o rumori all’articolazione temporo-madibolare dovranno essere immediatamente comunicati all’ortodontista. Tali disturbi possono presentarsi durante il trattamento ortodontico come in qualsiasi altro momento della vita. Il ruolo del contatto fra i denti non è chiaro non esistendo, al momento, prove scientifiche che ne indichino l’importanza per l’insorgenza di questa patologia.

·        Disallineamento. I denti possono presentare una tendenza a muoversi dopo l’allineamento ortodontico. L’uso scrupoloso dell’apparecchio di contenzione che le verrà consegnato a fine terapia diminuisce questo rischio. Vi possono essere, però, altre cause, al di fuori del controllo dell’ortodontista (deglutizione infantile, respirazione con la bocca, eruzione dei denti del giudizio, crescita scheletrica, abitudini viziate), che possono provocare cambiamenti anche profondi. Per queste ragioni la fase di contenzione è importante quanto quella della terapia attiva e deve durare il più a lungo possibile.

·        L’estrazione dei denti del giudizio può rendersi necessaria, anche a distanza dalla fine del trattamento ortodontico, nel caso di mancanza di spazio per una corretta eruzione in arcata degli stessi.

·        Lesioni dello smalto dei denti possono raramente verificarsi durante lo smontaggio delle apparecchiature fisse al termine del trattamento.

 

Non sottoporsi al trattamento ortodontico potrebbe determinare uno o più dei seguenti inconvenienti.

a)      aggravamento della malocclusione esistente;

b)     turbe della masticazione e della digestione;

c)     affezioni della mucosa orale (infiammazioni gengivali, periodontiti, ecc…);

d)     compromissione dell’estetica del viso;

e)     alterazioni a carico dell’articolazione temporo-mandibolare.

f)     aumentato rischio di carie

Il trattamento può richiedere un periodo più lungo del previsto. Una crescita ossea in eccesso o in difetto, una ritardata eruzione dei denti permanenti, una scarsa igiene orale, il non portare il numero di ore raccomandate gli eventuali dispositivi consegnati, la rottura degli apparecchi e i mancati appuntamenti possono prolungare il trattamento e comprometterne il risultato.

Si raccomanda di seguire scrupolosamente le istruzioni date per l’uso delle apparecchiature ortodontiche in quanto un incauto utilizzo delle stesse può provocare anche gravi lesioni (viso, occhi, guance ecc…).

 

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Aggiornato il: 01 gennaio 2009